| Comitato festeggiamenti |
| Classe 1969 |
| Dintorni di Bomarzo: Pianmiano |
| I DINTORNI DI BOMARZO |
| Mugnano Santa Cecilia Le Rocchette Martino Serraglio Monte Casoli |
| Chiesa di santa Lucia Ciotolella Castelluzza Pianmiano Pian della Colonna |
| ASPETTI NATURALISTICO-AMBIENTALI E STORICO-ARCHEOLOGICI DEL TERRITORIO |
| Nonostante le molteplici memorie di un passato glorioso e nonostante i moderni interventi sul tessuto edilizio, l’impronta caratteristica della cittadina risale al XVI secolo, periodo in cui gli Orsini iniziarono l’opera di trasformazione dell’antico castello-fortezza medievale in maestoso palazzo signorile e realizzarono il “Sacro Bosco”, meglio conosciuto come “Parco dei Mostri”, con le sue gigantesche e inquietanti figure in pietra disposte tra la vegetazione sulle terrazze digradanti di un incantevole anfiteatro naturale. Ma Bomarzo vanta la presenza, nel suo territorio, anche di boschi di eccezionale valore ambientale e paesaggistico come la Selva di Malano e di suggestivi percorsi archeologico-naturalistici sparsi lungo le sponde del torrente Vezza. |
PIANMIANO
La zona, a N-O di Bomarzo ed in linea con Monte Casoli, presenta resti di una cisterna romana, un mosaico policromo con immagini di delfini, condutture di piombo, murature e molteplici tipologie di ceramiche che vanno dalla fine del VI secolo a.C. al medioevo.
La collina accoglie anche i resti di una vasta necropoli scoperta a partire dal 1830 e i cui nuclei principali, situati lungo i fossi Orseta e Ferrucciara, si concentrano attorno alla “Grotta dipinta” (fine IV-inizi III secolo a.C.) - che prende nome dagli affreschi che decoravano le pareti della tomba dove si rinvenne il sarcofago di Vel Urinates, con coperchio a doppio spiovente e fianchi decorati con sfingi alate, serpenti, guerrieri e lotte di animali – che è oggi un prezioso reperto del British Museum di Londra - e alla “Grotta della Colonna” (III secolo a.C.) - così chiamata dalla colonna con capitello dorico posta al centro dell’ambiente sepolcrale - oggi introvabili e comunque di difficile accesso per la fitta ed intrigata boscaglia che racchiude i fianchi della collina ma note grazie a descrizioni dell’epoca del rinvenimento.
Il ricco e abbondante corredo funerario che venne recuperato a Pianmiano (buccheri, monete, avori, scarabei egizi, statuette di terracotta, bronzi, ecc..) fu disperso nel mercato antiquario, in vari musei europei e nel Museo Gregoriano Etrusco del Vaticano.
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