| Comitato festeggiamenti |
| Classe 1969 |
| Mugnano in Teverina |
| I DINTORNI DI BOMARZO |
| Mugnano Santa Cecilia Le Rocchette Martino Serraglio Monte Casoli |
| Chiesa di santa Lucia Ciotolella Castelluzza Pianmiano Pian della Colonna |
| ASPETTI NATURALISTICO-AMBIENTALI E STORICO-ARCHEOLOGICI DEL TERRITORIO |
| Nonostante le molteplici memorie di un passato glorioso e nonostante i moderni interventi sul tessuto edilizio, l’impronta caratteristica della cittadina risale al XVI secolo, periodo in cui gli Orsini iniziarono l’opera di trasformazione dell’antico castello-fortezza medievale in maestoso palazzo signorile e realizzarono il “Sacro Bosco”, meglio conosciuto come “Parco dei Mostri”, con le sue gigantesche e inquietanti figure in pietra disposte tra la vegetazione sulle terrazze digradanti di un incantevole anfiteatro naturale. Ma Bomarzo vanta la presenza, nel suo territorio, anche di boschi di eccezionale valore ambientale e paesaggistico come la Selva di Malano e di suggestivi percorsi archeologico-naturalistici sparsi lungo le sponde del torrente Vezza. |
MUGNANO IN TEVERINA
A circa 4 km da Bomarzo si trova Mugnano in Teverina, una piccola frazione collocata su un’altura prossima al Tevere e alla sua valle a 133 m s.l.m. e abitata da quasi 200 persone.
Analogamente ad altri centri della Teverina, l’originario insediamento etrusco si sviluppò sul pianoro di uno sperone tufaceo facilmente difendibile, reso ancor più protetto da un profondo fossato che ancora oggi divide il pianoro in due parti distinte, di cui la più esterna abitata soltanto in età moderna.
Abbandonato in epoca romana, allorché i suoi abitanti preferirono trasferirsi nelle ville rustiche costruite nella sottostante valle del Tevere, il sito ritornò ad essere occupato dopo la caduta dell’Impero Romano, in concomitanza con le prime invasioni barbariche tra la fine del IX e gli inizi del X secolo, sviluppandosi soprattutto attorno al convento benedettino dei Santi Liberato e Bartolomeo, soppresso nel XV secolo. L’edificio che aveva ospitato il convento nel 1522 entrò a far parte delle proprietà della famiglia Orsini, che in quel sito avviò i lavori di costruzione di una nuova residenza.
Nel 1194 Raniero di Bonifazio, signore del castrum, giurava fedeltà e ubbidienza a Viterbo, ottenendone in cambio protezione e aiuto. Qualche anno dopo veniva conquistata dalle truppe dell’imperatore Ottone IV in lotta con papa Innocenzo III che aveva scelto Viterbo come dimora pontificia.
Fino alla prima metà del 1300 il castrum rimase alleato del Comune di Viterbo, e come tale continuò ad essere coinvolto negli scontri feudali che si svolgevano nella Teverina.
In particolare, attorno al 1267 entrò a far parte dei beni della famiglia Orsini, assumendo la funzione di avamposto per il controllo dei traffici lungo il Tevere e per la difesa dell’entroterra. Probabilmente a questo periodo risale la costruzione dell’alta torre cilindrica voluta dagli Orsini: caratterizzata da feritoie per il tiro di fiancheggiamento, da originali finestre trilobate per l’avvistamento e da un coronamento a beccatelli per il tiro piombante su tutta la circonferenza. detta torre comandava tutta la linea di difesa e poteva interrompere la continuità del camminamento attraverso due porte facilmente richiudibili. Essa rispondeva non solo ad esigenze difensive, ma rappresentava altresì uno dei punti chiave dell’intero sistema offensivo-difensivo degli Orsini: tra il castello di Mugnano e quello di Soriano, di proprietà degli Orsini dal 1278 e distante dal primo circa 10 km, una serie di torri intermedie, collegate ad ulteriori punti di avvistamento (Chia, Colle Casale, S. Maria di Luco, Sassoquadro, Casale delle Rocchette e probabilmente anche Bassano in Teverina), avevano infatti funzione non solo di controllo ma anche di rimando di segnalazioni e in alcuni casi anche di dogana per la raccolta delle gabelle che segnavano le vie di passaggio e di accesso al Tevere.
Un cambiamento politico sostanziale si ebbe nel 1417 con l’elezione al soglio pontificio di papa Martino V, membro della famiglia Colonna, nemica degli Orsini: nel 1427 Mugnano veniva infatti concessa ad Antonio Colonna, che dopo la morte di Martino V, avvenuta nel 1431, fudichiarato ribelle ed espropriato di tutti i suoi feudi. Nello stesso anno papa Eugenio IV, dopo aver concesso il perdono ai Colonna, avocava alla Reverenda Camera Apostolica il possesso del castello, che tuttavia dopo breve tempo tornò nelle mani della famiglia Orsini.
Al tempo dei Colonna, anche il palazzo-rocca degli Orsini posto a difesa dell’ingresso del paese venne trasformato inglobando altresì la strada di accesso. Agli inizi del 1500 la facciata verso il Tevere fu ampliata ed ingentilita con un loggiato disegnato forse dal Peruzzi, mentre la facciata rivolta al paese venne ridefinita con l’aggiunta di elementi architettonici rinascimentali quali le finestre e la cornice marcapiano e con la collocazione simmetrica del portale d’ingresso su cui compare la scritta “Carolus Ursinus”. A questo periodo risale pure la realizzazione del sottopasso, controllato dagli affacci interni del palazzo, che regolava l’entrata e l’uscita della popolazione dal borgo attraverso due porte d’accesso ancora ben conservate.
Attorno al 1580, non essendovi più eredi legittimi dal ramo degli Orsini di Tuscia, il castello con i suoi beni passò a Virginio, del ramo dei duchi di Bracciano. Dei violenti contrasti insorti tra i due rami della famiglia approfittò papa Sisto V, che concesse il possesso di Mugnano alla Reverenda Camera Apostolica, almeno sino alla risoluzione dei contrasti.
Nel 1622 il castello venne affittato per nove anni alla famiglia Savelli, mentre nuovi bandi d’affitto si ebbero nel 1632, nel 1649 e nel 1660. All’inizio del 1700, infine, la Reverenda Camera Apostolica restituì Mugnano agli Orsini.
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