| Comitato festeggiamenti |
| Classe 1969 |
| Dintorni di Bomarzo: Monte Casoli |
| I DINTORNI DI BOMARZO |
| Mugnano Santa Cecilia Le Rocchette Martino Serraglio Monte Casoli |
| Chiesa di santa Lucia Ciotolella Castelluzza Pianmiano Pian della Colonna |
| ASPETTI NATURALISTICO-AMBIENTALI E STORICO-ARCHEOLOGICI DEL TERRITORIO |
| Nonostante le molteplici memorie di un passato glorioso e nonostante i moderni interventi sul tessuto edilizio, l’impronta caratteristica della cittadina risale al XVI secolo, periodo in cui gli Orsini iniziarono l’opera di trasformazione dell’antico castello-fortezza medievale in maestoso palazzo signorile e realizzarono il “Sacro Bosco”, meglio conosciuto come “Parco dei Mostri”, con le sue gigantesche e inquietanti figure in pietra disposte tra la vegetazione sulle terrazze digradanti di un incantevole anfiteatro naturale. Ma Bomarzo vanta la presenza, nel suo territorio, anche di boschi di eccezionale valore ambientale e paesaggistico come la Selva di Malano e di suggestivi percorsi archeologico-naturalistici sparsi lungo le sponde del torrente Vezza. |
Sul lato nord verso il torrente Vezza è situato ciò che resta del Castello di Monte Casoli e dell’abitato che doveva circondarlo, con i resti di fondazioni di case, di una torre, di un sistema di gallerie, di una notevole quantità di pozzi e grotte e di una cinta muraria più volte rimaneggiata e quindi costruita con tecniche diverse, esempio evidente di riutilizzazione di preesistenti opere difensive, probabilmente etrusche, avvenuta in epoca medioevale, secondo un fenomeno frequente nella Tuscia.
Il castello nel 1280 subì una serie di scorrerie ad opera degli abitanti di Vitorchiano e successivamente, nel 1293, passò sotto la signoria di Viterbo. Rimase dominio del Patrimonio di San Pietro fino al 1359, allorché venne dato in pegno come dote a Vannozza degli Orsini che lo detennero fino al XVI secolo.
Nella parte meridionale, lungo il versante che volge sul fosso Sodere, si incontrano una serie di ambienti sotterranei ricavati nel tufo su diversi livelli, forse in origine tombe rupestri riutilizzate come abitazione o come ricoveri pastorali, fenomeno abbastanza frequente in epoca medioevale. Costituiti da uno o più vani rettangolari e provvisti di piccole finestrelle, presentano alle pareti incavi, nicchiette e fori di forma e dimensioni diverse, usati per la deposizione di oggetti d’uso quotidiano, e canaletti di scolo delle acque ricavati sul piano e ai lati delle aperture. Abitazioni simili si rinvengono anche sul lato nord, sebbene più ridotte di numero a causa dell’esposizione disagiata.
Sul crinale della collina, in asse con Palazzo Orsini, recenti scavi hanno portato alla luce i resti di un piccolo edificio rettangolare costruito con blocchi di tufo in opera quadrata, probabilmente un piccolo sacello extraurbano di epoca etrusca attribuibile alla fine del VI-inizio V secolo a.C.
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