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I VESCOVI DI POLIMARZIO
Bomarzo fu un'antichissima sede vescovile; questo titolo, onorifico, permane fino ad oggi.
L'estensione territoriale della Diocesi fino al VI secolo non doveva essere troppo vasta, circondata com'era da quelle di Orte, Gallese, Ferento; quest'ultima, all'inizio del VII secolo, fu unita a Bomarzo, e se dapprima i suoi Vescovi portavano il titolo di "Episcopus Ferentensis Polymartium", con la decadenza della città di Ferento, nei secoli successivi, rimarrà solo il nome di Bomarzo.
Non è facile individuare l'anno in cui la città fu insignita del titolo Episcopale. Il Vittori lo fa risalire ai tempi apostolici. Polymartium sarebbe una delle città affidate alle cure pastorali di S. Tolomeo, Vescovo consacrato da S. Pietro ed inviato nella Tuscia. Nepi, Faleria, Fidene e Ferento sono quattro delle città della Pentopoli a lui affidate; ne mancherebbe una, forse Polymartium.
Con S. Anselmo Vescovo, vissuto nel VI secolo, abbiamo il primo nome di un Pastore bomarzese, che fu certamente il più grande, ma non il primo in assoluto, poichè si legge negli atti di questo Santo: "trovandosi la città di Polymartium senza Pastore, il popolo si riunì nel tempio principale per eleggere un nuovo Vescovo".
E' comunque spiegabilissima l'assenza di documenti dei primi secoli del Cristianesimo se consideriamo che le crudeli e ricorrenti persecuzioni non consistevano solo nell'imprigionare ed uccidere i Cristiani, ma anche nel distruggere i loro "libri". C'è un famoso decreto di Diocleziano al riguardo, e nei roghi finivano non solo i libri Sacri e gli Acta Martyrum, ma ogni cosa li riguardasse.
Alle rovine delle persecuzioni romane seguirono i saccheggi delle invasioni barbariche, e se questo non bastasse i 1500 anni e più che ci separano da quei primi secoli, e la distruzione della stessa Bomarzo avvenuta intorno all'anno 1000 per opera degli Ungari, hanno cancellato ogni traccia di quei secoli.
Data per certa, dunque, l'esistenza storica, anche se anonima, di Vescovi prima del VI secolo, i Pastori consacrati dopo questa data e citati nei documenti , giunti fino a noi, risultano undici:
1. S. ANSELMO, eletto per acclamazione Episcopus Dominum Pastorem. Quel "Dominum" (Signore) sta ad indicare prerogative non solo pastorali, ma anche civili. E come Signore di Bomarzo, oltrechè come Pastore sollecito, affrontò il Re goto Totila. Proprio perchè Signore della città fu imprigionato e trattato duramente. (le sacre reliquie conservate nell'altare principale del duomo) Dio e il popolo al quale si era consacrato, furono gli scopi della sua vita. Nel 1647 le venerate spoglie, che per secoli erano rimaste sepolte sotto il pavimento della cattedrale, innanzi all'altare di S. Sebastiano, furono traslate per volontà del Duca Ippolito Lante della Rovere, e riposte all'interno dell'altare maggiore della stessa Cattedrale, che già gli Orsini avevano fatto prepare a questo proposito. La traslazione avvenne nel 1647, e da allora, con cadenza decennale, la popolazione onora S. Anselmo con l'esposizione e trasporto dell'urna contenente le reliquie per le vie di Bomarzo. (il miracolo dalla pioggia di ghiande di piombo contro Totila-altare magg. duomo) 2. BONITO. E' il secondo Vescovo che incontriamo e che sottoscrisse, come Episcopus Ferentis Polymartium, i Documenti del Concilio Romano del 680. 3. BARBAZIANO. Anche egli sottoscrisse nel 680 alcuni documenti del Concilio Romano, segno evidente che proprio in quell'anno successe a Bonito. 4. MAGGIORINO. Fece sentire la sua voce (sententiam suam dixit) a Roma, nel Concilio di S. Gregorio II, nel 721, contro gli Iconoclasti. Ritornerà a Roma al tempo di Gregorio III (731 732), per confermare la condanna contro l'imperatore d'Oriente Leone Isaurico e Costantino Copronimo, i quali avevano approfittato della morte del Papa per oppugnare la sentenza del precedente Concilio. 5. GIOVANNI. Sottoscrisse il Concilio Romano di Papa Zaccaria nel 742. Questo Papa sarà accolto trionfalmente a Bomarzo di ritorno da Terni. 6. MAURINO. Nel 769 sottoscrisse il Concilio di Papa Stefano III. 7. AGATONE. Sottoscrisse nell'anno 826 il Concilio di Papa Eugenio II. 8. GIORGIO. Nel 853 partecipò al Concilio di Papa Leone IV. 9. GRIMOALDO. Più generosa di notizie, anche se non tutte onorevoli, è la storia di questo Vescovo, il quale, nell'866, fu inviato dal Pontefice Niccolò I come Legato in Bulgaria. Lavorò in questa nazione in condizioni difficili, ma con zelo ed efficacia. In quegli anni la Chiesa di Costantinopoli era in antagonismo con quella di Roma, per la supremazia sulla Chiesa d'Oriente. Queste furono le ragioni che portarono in seguito alla scissione. Quando intervenne nel diverbiol'Imperatore d'Oriente, che tentava di trascinare nell'eresia di Fozio anche il Re bulgaro, il Vescovo Grimoaldo, allarmato, pensò di correre a Roma per riferire e chiedere consiglio al Pontefice. Ma proprio in quei giorni Niccolò I morì e gli successe Adriano II il quale confermò nell'incarico il nostro Vescovo, che ritornò in Bulgaria. Grimoaldo viene menzionato nel Concilio di Costantinopoli dell'870 come Legato Pontificio in Bulgaria. Ma improvvisamente qualcosa lo turbò; abbandonò l'incarico affidatogli e ritornò a Roma. Fu chiamato a dare spiegazioni per questo suo rientro non motivato ed egli si difese dicendo di essere stato scacciato dai Greci che rivendicavano la giurisdizione ecclesiastica su quelle terre. Ma le abbondanti ricchezze che aveva portato con se testimoniarono a suo sfavore, facendolo cadere in disgrazia. 10. MARINO. E' ricordato come Vescovo dotto ed intelligente; presiedette, delegato da Agapito II, il Concilio Engeleidense del 948. Lo stesso Papa gli concesse il titolo di "Arcicancellarius Imperii Italiae et Apostolicae Sedis Bibliothecarius". Gli atti del Concilio ne parlano con grande stima e riverenza. 11. LAMBERTO. Fu presente al Concilio Romano del 1015 indetto dal Pontefice Benedetto VIII. Questo Vescovo viene ricordato anche negli atti del rinvenimento dei resti dei SS. Martiri Marciano e Giovanni a Civitacastellana, dove, insieme al vescovo locale, partecipò al giubileo per il trasporto dei venerati corpi dalla Chiesa di S. Ippolito alla Cattedrale. La fine della sede Vescovile "residenziale" è da datarsi all'inizio del secolo XI, probabilmente a causa della distruzione della città. Il vescovo Lamberto fu l'ultimo pastore del quale abbiamo notizia. Alla sua morte, la Diocesi di Bomarzo fu assorbita da quella di Bagnoregio, rimanendo comunque sede titolare, onoreficenza che tuttora conserva. |
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