| Comitato festeggiamenti |
| Classe 1968 |
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| BOMARZO |
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| PROGRAMMA FESTEGGIAMENTI 21 GIUGNO 2009 |
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| LOTTERIA DI SANTO ANSELMO |
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| SPETTACOLO AVVISO DI SFRATTO |
| Il Biscotto di S. Anselmo e il Maritello |
IL BISCOTTO
Il biscotto di Bomarzo anticamente era chiamato il “Pane di S.Anselmo”. Si trattava di pane dolce che Anselmo, allora Vescovo della città distribuiva a poveri e pellegrini in viaggio verso Roma. La tradizione si perpetua ancor oggi e guarda lontano, vive come segno di festa in onore del Patrono. La procedura di elaborazione è lunga ed accurata: il 24 ed il 25 aprile di ogni anno le massaie bomarzesi sono indaffarate nei mille preparativi, primo tra tutti la “cerca del lievito” che deve essere rigorosamente naturale, essendo questo il segreto per la buona riuscita del Biscotto. Poi si procede alla “messa del lievito” nelle antiche madie di legno con sovra impresso il propiziatorio “segno della croce”. Nelle ore successive avviene la preparazione vera e propria del Biscotto, consistente nell’amalgamare manualmente la pasta di lievito alla cosiddetta “zozza” miscuglio di liquori, olio, vino, zucchero, limone, anice riscaldato a bagnomaria. I Biscotti, una volta inciambellati vengono messi al riposo e a lievitare sopra ai letti, ben coperti e in ambienti riscaldati. Inizia così la veglia delle donne che si consultano nell’attesa che il biscotto “venghi bono” cioè pronto per la cottura. Le case si animano di un viavai improvviso e chiassoso, in un rituale che significa aggregazione, festa. I biscotti vengono poi adagiati sulle tavole di legno e portati al forno dove li aspetta il rito “dell’untura”, le mani delle massaie si muovono come ad accarezzare il prodotto con uova battute e si procede per l’infornata. Il Biscotto di S.Anselmo rima il segno di una tradizione forte che annovera i valori veri racchiusi nella storia di una popolazione, che ha tutti gli attributi per perseguire nel tempo il ruolo di “prodotto tipico”.
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| IL MARITELLO “I’ Maritello”, è un tipico dolce della tradizione contadina del territorio laziale usato maggiormente nel periodo della mietitura. Le donne li preparavano perché entrassero nelle bisacce dei contadini che, lontani da casa per tutta la lunga giornata di lavoro, dovevano portare con se l’essenziale per nutrirsi. La riscoperta di questa antica tradizione rientra in un progetto legato, anche grazie alla presenza dell’Area Naturale Protetta di Montecasoli, al recupero dei sapori e delle tipicità legate al nostro territorio e alla nostra storia. | |||
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| IL BISCOTTO di S. Anselmo | |||
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